lunedì 24 maggio 2010

Atomo 2.0 - IL Germe EP

Recensione 005: di Mr Gasperino

Sono una band di Firenze con influenze musicali che loro stessi amano definire Naked Rock (Rock nudo). Spogliato da ogni strato. Se dovessimo etichettarli potremmo dire che il loro genere musicale è accattivante, pungente, crudo e graffiante.
Gli Atomo 2.0 sono una formazione Post Punk composta da Max Giomi Voce, Impy Chitarra, Maccu Falchi Basso e Luciano Pini Batteria. Inconfutabilmente ci apprestiamo a recensire un album che risulta buono e interessante già al primo ascolto. Sono una formazione che ha scelto la Licenza Creative Commons e che si autoproduce, sia per questo motivo, sia perchè ci propongono una buona musica ve li proponiamo. L'album in questione si intitola Il Germe, è scaricabile gratuitamente su
http://www.jamendo.com/it/artist/Atomo_2.0
 dove è uscito il 21 Maggio 2010.

1 – Intro: questa traccia aiuta sicuramente a comprendere lo stile del gruppo che ama rendere scarno il messaggio sia musicale che parlato. Sicuramente le prime due traccie si distaccano dal genere musicale che incontreremo in tutta l'opera.
2 – Outro: brano da legare al primo che con ridondanza musicale e recitata ci avviano all'album.
3 – Figli dell'atomo: a tutti gli effetti entriamo nel cuore di questa band, che si accinge a dipingere una tela non badando alle pennellate, grazie al testo traccia un panorama reale e poco distorto. La musica risulta graffiante, grezza e accattivante. Con questa traccia, come del resto le altre, ci rendiamo conto di trovarci dinanzi una band che ama a mettere a nudo il rock spogliandolo di inutili fronzoli.
4 – Artificiale e Superficiale: con questo brano ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una formazione che non lascia nulla al caso, ma nello stesso tempo da all'ascoltatore un impatto che non concede respiro.
5 – Il tuo animale: Martellante e semplice. Sottolineando come spesso gli animali domestici vengono trattati meglio delle persone. “Sono un gatto pericoloso, sono un cane meraviglioso, sono un cavallo molto veloce, sono un leone troppo feroce: il tuo animale...”
6 – Why good: traccia registrata insieme a Samuele Senesi. Ottimo Rock. Sicuramente da ascoltare, più volte.
7 – Semplice domanda di cordialità: altro brano inciso insieme a Samuele Senesi. Ancora una volta ci troviamo dinanzi ad un opera rock graffiante, accattivante affatto banale.
8 – Tempo: ultima traccia incisa in collaborazione con Samuele. A chi pensava che il rock e il punk avessero raccontato tutto sicuramente si sbagliava, questo brano da validità a questa tesi. Dopo  averla ascoltata viene voglia di sentirla nuovamente.
9 – Dentro di me: Ultimo brano prima della traccia remix che chiude l'album. Ottimo brano come del resto è tutto l'album. Tutto resta in ordine come un dipinto dove il “maestro” non trascura nessun dettaglio, ma se quel piccolo dettaglio può apparire insignificante, fa si che l'opera assumi un carattere di unicità.
10 – Artificiale Superficiale: Noiserider Sci-Fi remix.

Se vole entrare in contatto con loro lo potete fare tramite:
Max Giomi:  Vox
Impy: Guitar 
Maccu Falchi: Bass 
Luciano Pini: Drums

Etichetta :Indie

venerdì 30 aprile 2010

Trigemino - Demo EP

Recensione 004: di Mr Renton 
 

La formazione e' romana e formata da un basso, una chitarra e una batteria, la semplicità della spartitura e del marciare .
Trigemino, già che si chiamano come il V paio di nervi cranici, autori della mimica facciali , nervi che ti raddrizzano le orecchie, ti spalancano gli occhi e ti mandano la mascella sulla destra, sono da ascoltare .

Al primo ascolto quello che ti colpisce è Rendezvous in Balera, una traccia che ti proietta nel delirio Las Vegassiano di Terry Gilliam insieme a Johnny Deep a bordo di uno cassone cavalcando la route 66.

In Strip Life il discorso cambia , gli strumenti si travestono da guardie e ladri e giocano ad inseguimenti come nei migliori polizieschi trash di stampo italiano.

Queste sono le due grandi divisioni a mio avviso del genere che i Trigemino possono offrirci: nel filone psichedelico entra Shuffled Thoughts e il lavoro di questa traccia e' portare la tua essenza su una collina di Los Angeles ad ascoltare rock'n roll e finire con la tua bionda nel migliore dei modi, a dare quello che la musica da, semplice amore.

Nel filone spaghetti western entrano Occluded Escape, Redundancy, The Chase, Two Timing Woman, Breathessness, chi più spinta, chi più a far sentire a tutti che chi suona non sono quindicenni con i brufoli.

I Trigemino sono una bella scoperta soprattutto se si vuole vivere come una rock star o morire per la patria con i basettoni e la fondina, o come il migliore dei dandy, con classe.

Alessandro - Drums
Francesco - Guitar
Riccardo - Bass

Etichetta - unsigned
Per saperne di piu' su di loro seguite questo link

domenica 11 aprile 2010

My Radio Boy - Salse

Recensione 003: di Mr Renton


Preparate il body con le stelline, a piangere per colpa di un videogame, a volare nell'aria, a mettere il costume a slip-pino e prendere di nuovo per mano il bambino lasciato sulle spiagge con le madri, alle feste con i pagliacci e davanti la televisione al trash anni '80.

My Radio Boy sono un trio della provincia di Roma, che mescolano il pop con i sogni infantili, prendendo spunto dalla semplicità che governa il pensiero dell'infanzia, plasmando il tutto con un ottimo ripiego sulle tastiere e di mixer.

" il ballo di Simone" ti fa venire voglia di indossare una parrucca e cercare la Carrà per dirgli quanto è inutile continuare così, perché saresti molto meglio te stesso.

"musica elettronica" non e' facile far ballare Super Mario con l'amata principessa e invece con questo brano ti da' l'impressione di assistere al primo matrimonio dell' interattivo, dando ovviamente il tributo al pianto delle tastiere.

"bolle di sapone" una danza shamana formata da un testo leggero come una vera e propria bolla di sapone, leggera che può scoppiare facile con un solo colpo di vento.

"biglie da spiaggia" i percorsi effettuati dalle biglie nel testo sono disegnate a perfezione, preparate anche il secchiello e la paletta, bruciate per un momento giacca e cravatta e perdetevi sul bagno asciuga.

"palloncini" e' l'essere felici che conta nella vita e distinguere anche la fragilità con i ricordi delle feste stesi sul divano e il primo risveglio ormonale , una traccia che ti resta in testa per la sua semplicità e allo stesso tempo la sua complessità nell’arrivare a capire che non c'e' bisogno di stuprare le tastiere o mettere nei testi parole come democrazia, parlare di una cosa che hanno visto tutti e di tutti i colori: palloncini!!!!!!!!!!!

… se avete la voglia di entrare da Rocco giocattoli e perdervi tra il lego e i playmobil ma non ne avete il coraggio, ascoltate My Radio Boy e il resto delle cose serie per un attimo diverranno quelle che sono: stronzate rispetto a un po' di quiete sinaptica.

Se ne volete sapere di più visita:

Album: Salse
Artista: My Radio Boy
Anno: 2009

mercoledì 31 marzo 2010

Officina della Camomilla - L'Officina della Camomilla EP

Recensione 002: di Mr Kocot

...L'Officina della Camomilla e' musica da ascoltare con un proiettore, un telo bianco, luce spenta e il sole che riposa nei tombini, quando nella citta' non c'e' nessuno e te ne vuoi stare a casa con qualcuno che ami. Le diapositive sono semplici e sgranate, tristi e malinconiche, ma estremamente dolci, come stecche di vaniglia. La prima diapositiva che scorre dal proiettore al bianco telo e' la porticina che bisogna aprire per entrare nell'Officina della Camomilla, dopodiche' salite a cavallo del suo mostro d'armadio e solcate senza paura le voci di sottofondo e le parole musicate di "dai graffiti del mercato comunale" e di "basmati" che tanto mi ricordano un vinile comprato una decina di anni fa' dei Teenage Fanclub & Jad Fair, da mettere su nelle domeniche piovose, per far l'amore, la prima volta. Senza fermare il proiettore, avanzate a piccoli passi nel mondo di Camomilla nei suoi "romantico=a strappo" e "EE Londra e Londra" dove affogherete in adolescenze e labbra come tagliole, che quando baciano dovrebbero far male, ma vi lascerete far sanguinare lentamente e tra suoni di carillion e flauti, vi infilerete i vostri jeans, uscirete a far spesa e sarete sorpresi a mangiare tranquilli fuori dal supermercato pensando al prossimo negozio di dischi da visitare!!! Tra superga e t-shirt sporcate da vino e fragole, sarete trasportati da mostri innamorati nel cielo di Milano, tra panchine che faranno da stanza ai vostri ascolti, delle tracce "gentilissimo oh" "le mie pareti fluorescenti di Nord Africa" e "le Timberland"......eppoi ecco "Charlotte" la mia preferita, cosi' sfasata e triste...senza parole. Arriverete rilassati fino all'ultima nota di questo EP cuffiette edition, realizzato su di un letto, tra un cuscino e una chitarra, con i suoni di "Nadeje e le ruote panoramiche" e "Mayoko e Adelaide" infine vi sveglierete solo per ascoltare la psichedelica, muro, fucsia, vino, bici, sala giochi ultima traccia, "ho le Reebok che brillano e ribrillano". Finito di ascoltare, forse vi fara' ricordare schegge di musica francese degli anni '60 o un Tenco triste e malinconico o addirittura i film di Pupi Avati, comunque vada ascoltate il tutto su di un letto a castello e poi lasciatevi cullare sognando ruote panoramiche e Talking Heads sui lampadari.....
Qui sotto trovate i link utili pe contattarlo:
Album: L'Officina della Camomilla
Artista: Officina della Camomilla
Anno: 2010

giovedì 18 marzo 2010

Eva Milan - Totem EP

Recensione_001: di Mr Gasperino


La prima recensione che vi propongo è quella di un’artista romana che risponde al nome di Eva Milan, la quale ha fatto una scelta determinata e coraggiosa, quella di pubblicare i propri album accessibili a tutti, liberamente, gratuitamente e scaricabili in modo legale dal sito www.jamendo.com – utilizzando la licenza Creative Commons.


Per immergerci in questo lavoro ho deciso di partire dal significato della parola del titolo dell’album Totem: «deriva da ototeman utilizzata dai nativi d’america per indicare un’entità naturale o sopranaturale, che lega fra loro determinati individui (famiglie, tribù o clan); viene considerato lo spirito che ha dato origine al gruppo». Se ci rilassiamo mentalmente mentre ascoltiamo le tracce che compongono quest’opera, ci troviamo trasportati, grazie ai testi impegnati e i suoni tribali, percussivi e ripetitivi, seduti intorno a un Totem estasiati e traslati insieme ad una tribù a cantare, suonare e ballare. Questa sensazione descritta è apprezzabile già dal primo ascolto, dove ad emergere non è la voce dell’artista (anzi una critica va posta alla registrazione in studio, che per omologare il suono, spesso ha trascurato la voce che, se pure non eccellente, colpisce e risulta complessivamente interessante), non la capacità di un singolo strumentista (eccetto per l’ultima traccia dove la chitarra classica si distingue dal resto della formazione), ma semplicemente una coralità di strumenti che in ogni traccia ci riporta al tema centrale dell’album – tutti seduti attorno ad un Totem ascoltando un rock- indie.


Una particolare attenzione la poniamo sui testi, mai banali – anzi – che possiamo definire delle vere e proprie poesie. Si può tranquillamente dire che la Poetessa Eva Milan sia stata prestata al mondo della musica. Tutto l’album verte su un tema tribale suonato decentemente da tre musicisti che accompagnano Eva (chitarra e voce) che sono: Marco De Masi (basso, chitarra acustica e flauto), Marco Mattei (chitarra) e Andrea Morsero (batteria). L’album va in un crescendo dalla prima alla sesta traccia presentando in più occasioni l’idea di aver lasciato alcune imperfezioni esecutive. Nessun musicista spicca od eccede, ma le chitarre – spesso nella loro semplicità – risaltano alcune idee e risultano ben congeniate.


La prima traccia (Sull’orlo dell’abisso): ci immette da subito nel tema portante di tutto l’album. Immediatamente ci si imbatte nelle caratteristiche vocali, ma soprattutto quello che colpisce sono i testi.


Il secondo brano (Condizionatamente): per circa quattro minuti ci si trova al centro di ritmi percussivi e ripetitivi che pongono il giusto accento al contenuto dell’opera. Il tutto risulta ben arrangiato, ma ancora una volta a catturare l’attenzione dell’ascoltatore, saranno le parole utilizzate. “Sale la nebbia, diventa oscurità”.


Con la terza canzone (Laura): ci imbattiamo in una ballata rock. Da ascoltare.


La pista quattro dell’album (Cose Fuori Dal Mondo): è semplicemente un capolavoro, nella sua imperfezione colpisce, cattura e soprattutto – cosa da tener ben presente in quest’epoca – da spunti di riflessione. Ancora una volta a percuoterci è l’intensità del testo che, con poche parole, segna un concetto dai mille risvolti.


Il quinto motivo (Controcorrente): da subito l’arrangiamento creato fa sembrare di andare controcorrente, con fatica si riesce ad andare avanti. Con un solo aggettivo: Interessante.


Giunti all’ultima traccia (Esodo): non si vira rispetto all’idea originaria dell’album, ma il brano spicca sia per il contributo della chitarra classica di Luca Lo Perfido, sia per il cantato di Eva, che accendono un’emozione e ci fanno sentire come un popolo pellegrinante senza meta, dove il canto da preghiera si trasforma a disperazione.


Conclusioni: Sicuramente un ascolto più attento e ripetuto mette in luce alcuni nei, ma l’impronta dell’opera è che l’artista abbia spinto su un’esecuzione corale, anziché individuale. Ciò che colpisce senza nessun dubbio è che ci troviamo di fronte ad una persona che ha prestato la sua penna poetica alla musica rock, se l’intento era di far sentire l’ascoltatore dentro una tribù indiana d’America è riuscito in pieno. Se ci si lascia andare si avrà l’impressione – come già scritto – di trovarsi all’interno di un rito dove ognuno si esprime con i propri mezzi, pertanto ciò che conta non è la forma ma il contenuto.


Album: Totem
Artista: Eva Milan
Anno: 2009